Sentenza del Tribunale penale di Sciacca: non vi fu alcun abuso edilizio

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Sentenza del Tribunale penale di Sciacca: non vi fu alcun abuso edilizio
Una sentenza del Tribunale di Sciacca ha affrontato il tema dell’accertamento delle difformità urbanistiche nell’ambito di un procedimento penale originato da lavori edilizi eseguiti in forza di un titolo autorizzativo rilasciato dall’amministrazione comunale.
La vicenda trae origine da un sopralluogo effettuato nel corso dell’esecuzione di interventi di ristrutturazione e demolizione regolarmente autorizzati. A seguito dell’ispezione venivano contestate presunte difformità rispetto alle opere assentite e un ipotizzato incremento volumetrico, circostanze che avevano determinato il sequestro del cantiere e l’avvio di un procedimento penale per reati edilizi.
Nel corso del giudizio è stato posto in evidenza come l’accertamento di eventuali abusi edilizi richieda una precisa individuazione e quantificazione delle difformità contestate, non essendo sufficiente il mero richiamo a generiche irregolarità costruttive prive di adeguato riscontro tecnico.
Il Tribunale ha ritenuto che gli elementi acquisiti nel processo non consentissero di dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio la sussistenza delle violazioni contestate, evidenziando l’assenza di un accertamento tecnico idoneo a dimostrare in modo puntuale le asserite difformità urbanistiche e il presunto incremento di volumetria.
Per tali ragioni gli imputati sono stati assolti con la formula “perché il fatto non sussiste”.
La decisione richiama l’importanza del rigoroso accertamento tecnico delle contestazioni edilizie e conferma che l’affermazione di responsabilità penale presuppone la dimostrazione concreta e verificabile delle difformità contestate.
Gli imputati assolti sono stati assistiti dall’avv. Fabio Toto.